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Don Pasquale

OPERA ОПЕРЫ OPÉRAS > OPERE IN ITALIANO

riassunto e testo completo
dei tre atti dell'opera

Don Pasquale
Opera comica in tre atti
Libretto di G. Ruffini
Musica di Gaetano Donizetti
(1797 - 1848)

Prima rappresentazione
Parigi, Théâtre des Italiens il 3 gennaio 1843

72 pagine - Formato 10,5 x 16
Disegno di copertina di Mario Rocca

Prezzo € 5,00






PERSONAGGI




Norina,

giovane vedova........................
Soprano

Ernesto,

nipote di Don Pasquale,
amante corrisposto di Norina.....
Tenore

Don Pasquale,
vecchio celibe settantenne ........
Basso

Dottor Malatesta,

medico amico di Don Pasquale
e amicissimo di Ernesto.............
Baritono

Notaro.................................... Basso



Servi - Maggiordomi
Modista - Parrucchiere


La vicenda si svolge a Roma






INTRODUZIONE


Don Pasquale è un dramma lirico in tre Atti, musicato da Gaetano Donizetti tra il novembre e il dicembre del 1842, tratto da Ser Marcantonio (Parigi, 1808) di Angelo Anelli. Don Pasquale venne rappresentato per la prima volta a Parigi, al Théâtre des Italiens, il 3 gennaio 1843, sotto la direzione di Théophile Alexandre Tilmant. Il nome del librettista, G. Ruffini, non figurò per volere dello stesso Ruffini, alquanto contrariato dalle numerose modifiche apportate, contro il suo volere, dal musicista.



Argomento

PRIMO ATTO


Sala in casa di Don Pasquale, con porta in fondo d'entrata comune, e due porte laterali che guidano agli appartamenti interni.

Don Pasquale, vecchio ricco e scapolo, è arrabbiato col nipote Ernesto che vuole sposare Norina, vedova bella, ma povera. Decide allora di prendere moglie per punire il giovane e diseredarlo. Il dottore Malatesta comunica a Don Pasquale di conoscere la ragazza che fa per lui: sua sorella Sofronia (“Bella siccome un angelo”), dal carattere docile, appena uscita dal convento. Ernesto è disperato, non può coronare il suo sogno d’amore (“Sogno soave e casto”) e scrive una lettera d’addio a Norina. Nella sua camera la bella Norina sta leggendo un libro d’amore (“So anch’io la virtù magica”) e, nel ricevere la posta di Ernesto, cade nel più profondo sconforto. Malatesta la rassicura e le spiega di aver organizzato per il vecchio Don Pasquale un matrimonio fasullo. Finta è la sposa perché è la stessa Norina nelle vesti di Sofronia, e finto è pure il notaio.





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SECONDO ATTO



Sala in casa di Don Pasquale.
Ernesto compiange la sua sorte (“Cercherò lontana terra”) mentre suo zio è tutto in ghingheri per ricevere la sposa. Arrivano Malatesta e Sofronia (Norina travestita).
Don Pasquale rimane colpito e affascinato dalla bellezza e dal comportamento umile della ragazza (“Via da brava”). Si celebra il matrimonio ed Ernesto, che fa da testimone, riconosce Norina, ma viene subito informato da Malatesta della burla, e sta allo scherzo.
Firmato il contratto nuziale Sofronia si rivela una padrona di casa autoritaria e prepotente (“Voglio, per vostra regola”): raddoppia la paga alla servitù, progetta spese folli e minaccia Don Pasquale.


TERZO ATTO

Sala in casa di Don Pasquale, come nell'Atto I e II. Sparsi sui tavoli, sulle sedie, per terra, articoli di abbigliamento femminile, abiti, cappelli, pellicce, sciarpe, merletti, cartoni, ecc.
Le pretese di Sofronia aumentano (“I diamanti, presto, presto”) e Don Pasquale non riesce ad impedirle di andare a teatro, sebbene sia la prima notte di nozze (“Dove corre in tanta fretta”). La giovane moglie, uscendo, fa cadere volutamente un foglietto per far pensare a Don Pasquale che ella abbia un amante.
Adirato il povero marito chiama il dottor Malatesta e insieme decidono di appostarsi in giardino per sorprendere i due innamorati (“Cheti cheti immantinente”).
Ernesto, come suggerito dalla sottile regia di Malatesta, finge di essere l’amante di Sofronia e canta la serenata “Com’è gentil la notte a mezzo april”. I due giovani si abbracciano e si dichiarano il reciproco amore (“Tornami a dir che m’ami”).
Don Pasquale e Malatesta escono dal nascondiglio, Ernesto fugge e Sofronia si difende dalle accuse, mostrandosi indignata. Il dottore le annuncia che in casa di Don Pasquale si stabiliranno d'ora in poi Ernesto e Dorina come marito e moglie.
Sofronia finge ancora di essere adirata e minaccia di andarsene.
Don Pasquale, ben felice di liberarsi da una consorte così bisbetica, dà il consenso alle nozze del nipote. Arriva Ernesto e Malatesta svela l’inganno a Don Pasquale, che appresa la lezione, benedice i due giovani (“La moral di tutto questo”).

 
 
 
 
 
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