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Simon Boccanegra

OPERA ОПЕРЫ OPÉRAS > OPERE IN ITALIANO

riassunto e testo completo
del prologo e dei tre atti
dell'opera


Simon Boccanegra
Melodramma
in un prologo e tre atti
Libretto di F.M. Piave-A Boito
Musica di Giuseppe Verdi
(1813 - 1901)

Prima rappresentazione:
Venezia - Teatro La Fenice - 12 Maerzo 1857

112 pagine - Formato 12 x 21
Disegno di copertina di Felice Naalin



Prezzo € 5,00






PERSONAGGI


Simon Boccanegra, Dogem corsaro al
servizio della Repubblica di Genova, poi
primo Doge della Repubblica Genovese
.Baritono
Maria Boccanegra,
sua figlia, sotto il nome
di Amelia Grimaldi
........................................ Soprano
Jacopo Fiesco,
nobile genovese,
anche sotto il nome di Andrea
................. .. Basso
Paolo Albiani,
filatore d’oro, genovese e cortigiano
favorito del Doge .
..........................................Basso
Pietro,
popolano di Genova e cortigiano
...............Baritono
Gabriele Adorno,
gentiluomo genovese
........................ .........Tenore
Capitano,
dei balestrieri
..................................................Tenore
Ancella,.
di Amelia
........................ ................................Mezzosoprano


Soldati - Marinai - Popolo
Senatori - Corte del Doge


La vicenda si svolge a Genova intorno alla metà del XIV secolo.


Nota
Tra le vicende del Prologo e gli avvenimenti del Dramma passano 25 anni.



Argomento

PROLOGO


A Genova nel XIV secolo.
In una piazza di Genova, vicino alla chiesa di San Lorenzoil capo del partito plebeo, Paolo Albani, parla delle immininenti elezioni e del suo prescelto per la carica di Doge: l’ex Corsaro Simon Boccanegra, un plebeo. Al sppraggiungere di quest’ultimo, lo alletta con l’idea che, una volta diventato Doge, Jacopo Fiesco non potrebbe rifiutargli la mano di Maria, sua figlia.







PRIMO ATTO



Il Fiesco ha allevato una trovatella. Nessuno lo sa, ma si tratta della figlia di Simon Boccanegra.
Ora si chiama Amelia Grimaldi. La giovane è amata da Gabriele Adorno, di famiglia patrizia. Boccanegra vorrebbe maritarla al suo fido Paolo, ma vedendo poi un ritratto di Maria, che Amelia ha conservato, il Doge intuisce chi sia veramente la fanciulla e nel corso di una conversazione ha la conferma che è sua figlia. Annulla quindi le nozze con Paolo, consigliandolo di abbandonare ogni speranza nei confronti della ragazza, senza comunicargli il vero motivo.
Paolo, disperato, mette a punto un piano per rapire Amelia.
Durante una riunione plenaria nel Palazzo del Doge, all’esterno scoppiano dei tumulti. Un gruppo di persone con a capo Adorno, irrompe nella sala con le spade sguainate. Adorno comunica di aver ucciso il rapitore di Amelia e presupponendo che il mandante sia lo stesso Doge, lo minaccia con la spada.
Irrompe Amelia che immediatamente si mette tra i due e comincia a raccontare del suo rapimento e scorgendo il vero mandante nella sala, minaccia di rivelarne il nome. Nel gran disordine che ormai regna tra i patrizi ed i plebei che si incolpano a vicenda, Boccanegra riesce a riportare la calma.





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SECONDO ATTO



Paolo e Pietro si trovano in una stanza nerl Palazzo del Doge.
Paolo fa chiamare dalla prigione Fiesco e Adorno, e non visto, ne approfitta per versare nel calice del Doge un potente veleno a lento effetto. Incita poi Fiesco e Adorno ad uccidere il Doge e al rifiuto di quest’ultimo lo fa ricondurre in progione. Adorno resta solo a pensare ai guai che sta passando quando entra Amelia, che cerca di convincerlo della bontà di Boccanegra. Improvvisamente il Doge entra. Adorno si nasconde, mentre Amelia cerca di persuadere il Doge a perdonare il giovane Adorno.

Rimasto solo, il Doge beve dal calice avvelenato e cade in un sonno profondo. Entra Adorno per colpirlo con un pugnale, ma Amelia interviene ancora una volta in tempo. Boccanegra, che nel frattempo si è risvegliato, rivela finalmente che Amelia è sua figlia e a queso punto Adorno gli chiede umilmente perdono.
Fuori intanto e scopiiata una nuova rivolta degli amici di Adorno, ma questa volta lui non si unirà a loro, restando a fianco del Doge, il quale a sua volta gli chiede di portare loro un messaggio di pace.



TERZO ATTO



Dopo che Gabriele è riescito a placare la rivolta. Boccanegra, il Doge, sta morendo. Paolo confessa, durante un incontro con Fiesco di essere stato lui ad avvelenare il Doge versandogli nel calice il veleno.
Fiesco osserva il Doge morente, il quale riesce però a riconoscere la sua voce. Rivela a Fiesco la vera identità di Amelia, riuscendo in questo modo a riconciliarsi con lui.
A sua volta Fiesco rivela al Doge, che ormai sta morendo, il fatto del veleno.


Quando appaiono Amelia e Adorno, Boccanegra indica a sua figlia suo nonno: Fiesco. Prima di spirare nomina Adorno Doge, suo successore.

 
 
 
 
 
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