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La Gioconda

OPERA ОПЕРЫ OPÉRAS > OPERE IN ITALIANO

riassunto e testo completo
dei quattro atti dell'opera

La Gioconda
Melodramma in quattro atti
Libretto di A. Boito
Musica di Amilcare Ponchielli
(1834 - 1886)

Prima rappresentazione
Milano - Teatro alla Scala - 8 Aprile 1876

108 pagine - Formato 12 x 21
Disegno di copertina di Felice Naalin

Prezzo € 5,00






PERSONAGGI



La Gioconda,

cantatrice ....... ...........................
Soprano
Laura Adorno,
genovese, moglie di Adorno ..........
Mezzosoprano
Alvise Badoero,
un capo dell'Inquisizione di Stato..
Basso
La Cieca,

madre della Gioconda ....... ..........
Contralto
Enzo Grimaldo,

principe genovese ....... ................
Tenore
Zuàne,

regatante ....... ............................
Basso
Isèpo,

scrivano pubblico ....... .................
Tenore
Un Pilota
, ....... ..........................Basso



Marinai - Popolo - Barnabotti
Arsenalotti – Danzatori - Mozzi - ecc.




L'azione si svolge a Venezia nel diciasettesimo secolo.



Argomento

PRIMO ATTO




Il popolo festeggia la generosità della Repubblica. Il cantastorie Barnaba, che in realtà è una spia al soldo del Consiglio dei Dieci, medita sull’ambiguità dei veneziani. La Repubblica tiene ben saldo il suo potere con le feste e con la forca.
Arriva Gioconda, con la madre cieca. Mentre attende la celebrazione del Vespro, la ragazza lascia la madre per raggiungere l’amato Enzo. Sulla sua strada trova però Barnaba, che le fa una profferta amorosa. La ragazza, sdegnata, fugge. Nel frattempo il popolo torna portando in trionfo il vincitore della regata. Barnaba fa credere a uno dei regatanti di aver perso la gara per via di un maleficio lanciatogli dalla vecchia donna cieca che sta pregando. La folla vuole linciarla. Arrivano Gioconda ed Enzo; quest’ultimo cerca di difendere la cieca, ma non ci riesce: corre a cercare aiuto. Sono le parole di Alvise Badoero, giunto con la moglie Laura, a riportare la calma. Gioconda tenta di difendere la madre, ma solo Laura le crede.
Enzo torna con alcuni marinai. Laura, che è mascherata e non può essere riconosciuta, vedendolo rimane colpita dal suo volto. Vede un rosario nelle mani della vecchia cieca e si pronuncia per la sua assoluzione.
Barnaba si apparta con Alvise: molto presto, gli dice, assicurerà alla giustizia un nemico della Repubblica.
Gioconda chiede di sapere il nome della donna che ha salvato sua madre e Laura lo dice: Enzo è visibilmente agitato. Così, quando tutti vanno verso la chiesa, rimane solo.
Gli si avvicina Barnaba, che gli rivela d’aver scoperto la sua vera identità. Altro che marinaio dalmata, Enzo è un principe genovese proscritto dalla Repubblica e tornato a Venezia sotto mentite spoglie per ritrovare un antico amore, una fanciulla promessa a un altro uomo.
Barnaba incalza: non solo, Enzo non ama affatto Gioconda. Il suo cuore batte invece per la donna che ha salvato l’anziana madre di lei, per Laura. Poi il cantastorie offre un aiuto. Se Enzo vorrà, portà incontrare Laura quella notte stessa, sulla nave. Alvise sarà fuori e non sospetterà nulla.
Enzo acconsente felice, poi, però, domanda chi sia realmente Barnaba. Risposta agghiacciante: si tratta del potente demone del Consiglio dei Dieci, l’uomo che, se volesse, potrebbe farlo arrestare.
Egli ama Gioconda e vorrebbe vendicarsi del fatto che la ragazza lo odia, ma ucciderle l’amato non è abbastanza per vendicarsi. Meglio, invece, spingerlo al tradimento con Laura.
Enzo, sconvolto da quello che ha udito, acconsente comunque a incontrare Laura.
Immediatamente, Barnaba denuncia ad Alvise il tradimento di Enzo e Laura. Gioconda, che ha udito tutto, si precipita in chiesa, poi ne esce sorretta dalla madre cieca.






SECONDO ATTO


A bordo della nave di Enzo. Un gruppo di marinai canta allegramente una canzone. Barnaba è travestito da pescatore: in realtà sta soppesando le difese del brigantino.
Barnaba si allontana, Enzo ordina agli uomini di partire, poi li manda sottocoperta.
Laura arriva accompagnata da Barnaba e resta sola con il suo amante. I due si abbracciano, poi Enzo scende a preparare la fuga. Gioconda compare all’improvviso, mascherata. Ha un pugnale e vorrebbe uccidere Laura. Poi però vede Alvise che sta arrivando e decide di consegnare la traditrice al marito.
Allora Laura, per difendersi, alza il rosario che le aveva dato l’anziana madre di Gioconda: e questa capisce di trovarsi di fronte alla nobildonna che ha salvato la vita di sua madre.
Prima che Alvise metta piede sul brigantino, Gioconda maschera la rivale e la affida a due marinai. Poi affronta Enzo sul ponte, arrabbiata e sarcastica. In quel momento, due galere veneziane attaccano il brigantino e lo fanno colare a picco.


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TERZO ATTO


Alvise ha deciso di punire il tradimento della moglie con la morte.
Entra Laura e tra i due comincia uno scambio di battute. Poi Alvise le consegna una fiala di veleno, ordinandole di uccidersi.
Gioconda riesce a sostituire il veleno con un potente sonnifero e lo fa bere a Laura.
Alvise accoglie nella Cà d’Oro gli invitati alla festa. Poi arriva Alvise, accompagnato dalla madre di Gioconda.
Enzo affronta Alvise e gli chiede dove sia finita Laura, quest’ultimo annuncia di averla giustiziata e gli mostra il suo corpo accasciato.


QUARTO ATTO


Nell’atrio di un palazzo alla Giudecca, Gioconda congeda alcuni fidati che hanno nascosto il corpo di Laura e li prega di cercare la madre, scomparsa dalla sera prima.
Rimasta sola, la donna si dispera. Pensa di uccidersi, poi riflette sul fatto che deve aiutare Laura a fuggire.
Chiama Enzo.
L’uomo arriva, disperato. Crede che Laura sia morta. Gioconda cerca di ravvivare l’amore perduto, ma non riesce. Allora, offesa, rivela ad Enzo di aver trafugato il cadavere di Laura.
Enzo chiede spiegazioni, ma Gioconda non lo ascolta più. Ora la ragazza vuol solo morire. L’uomo sta per avventarsi contro Gioconda quando l’effetto del sonnifero termina e Laura si risveglia, raccontando tutto ad Enzo.
Enzo si getta ai piedi di Gioconda con l’amante Laura, poi i due fuggono.
Gioconda, rimasta sola, vorrebbe uccidersi, ma si ricorda presto della madre e del patto stretto con Barnaba.
Questi arriva, portando con sé la vecchia madre cieca della ragazza.
In cambio vuole una notte di passione: la ragazza finge di acconsentire, ma all’ultimo momento si uccide con un pugnale.

 
 
 
 
 
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