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Macbeth

OPERA ОПЕРЫ OPÉRAS > OPERE IN ITALIANO

riassunto e testo completo
dei quattro atti dell'opera


Macbeth
Melodramma in quattro atti
Libretto di Francesco Maria Piave
(tratto dall'omonima tragedia di Shakespeare)

Musica di Giuseppe Verdi
(1813 - 1901)

Prima rappresentazione:
Firenze - Teatro La Pergola - 14 Marzo 1847


49 pagine - Formato 10,5 x 16
Disegno di copertina di Mario Rocca



 








PERSONAGGI


Adina,
fittavola ricca e capricciosa
.............Soprano
Nemorino,
coltivatore, innamorato di Adina
.......Tenore
Belcore,
sergente di guarnigione del villaggio
.Baritono
Il dottor Dulcamara,
medico ambulante
..........................Basso
Giannetta,
villanella
........................................Soprano


Villani e Villanelle, Soldati
e Suonatori del Reggimento


La vicenda si svolge in un villaggio
del paese dei Baschi.




 








PRIMO ATTO


Di Adina, giovane e ricca, è innamorato Nemorino, un coltivatore del villaggio, ragazzo timido e semplice, che la circonda inutilmente di attenzioni e di profferte amorose. Adina è incostante, capricciosa e mostra apertamente di preferire la corte sfacciata e presuntuosa che le fa Belcore, tronfio sergente di guarnigione del paese. Giunge un giorno al villaggio il dottor Dulcamara, loquacissimo e pittoresco ciarlatano, che smercia, secondo quanto va proclamando, un farmaco miracoloso
rimedio di qualsiasi male. Nemorino abbocca subito: acquista per uno zecchino una bottiglietta di comune liquore, lo beve, sicuro che il favoloso elisir gli farà cadere ai piedi, nello spazio di ventiquattrore, la ritrosissima Adina. Ed è tanta la sicurezza che Dulcamara ha saputo infondergli, che il giovanotto incomincia a cantare ed a ridere, di fronte alla ragazza, come se non si curasse più della sua indifferenza. Adina, sorpresa e piccata da quel cambiamento e, nell'intento di punire Nemorino, accetta la proposta di Belcore di sposarlo quella sera stessa - infatti l'indomani mattina la guarnigione dovrà lasciare il paese - ed invita contadini e amici al banchetto di nozze. Disperazione di Nemorino, che si vede portar via l'amata fanciulla prima che l'elisir abbia prodotto il suo effetto. Egli chiede, invano, che Adina rimandi, almeno di un giorno, il suo matrimonio.


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SECONDO ATTO


Nella fattoria di Adina si svolge il banchetto per le nozze della ragazza con Belcore. Il dottor Dulcamara, invitato di riguardo, canta un'allegra canzonetta. Quando si presenta il notaio per il contratto nuziale, Adina esita: Nemorino è assente, la sua vendetta su di lui non è completa. A Dulcamara si presenta, ora Nemorino, disperato, che gli chiede aiuto. E, poiché il dottore gli consiglia una seconda bottiglia di elisir (Dulcamara pensa intanto di targliar la corda, per evitare complicazioni) e Nemorino non ha più denaro per comperarla, il giovane si fa convincere da Belcore ad arruolarsi, dietro compenso di venti scudi. Nemorino accetta, fiducioso di poter conquistare il cuore di Adina prima di dover partire. Intanto si sparge in paese - ed è la villanella Giannetta a diffonderla - la voce che un ricco zio di Nemorino è morto, lasciando al nipote una vistosissima eredità.
Subito tutte le ragazze del paese circondano di mille attenzioni l'ignaro giovanotto che, nella sua semplicità, crede tutto ciò effetto del magico elisir. Anche Adina si stupisce di quanto accade; ma, a farla capitolare, non sarà né la notizia del l'eredità, nè l'apprendere da Dulcamara la faccenda dell'elisir d'amore: la verità è che anch'essa, ora, ama Nemorino e tanto più da quando ha appreso che per lei il giovane si è privato anche della sua libertà. Ricomprato da Belcore l'atto di arruolamento di Nemorino, Adina lo consegna all'ingenuo innamorato. E il discorso finisce, come era intuibile, con l'aperta confessione da parte della ragazza del suo amore per Nemorino. La gioia di quest'ultimo è completata dalla notizia dell'eredità: il dottor Dulcamara, da parte sua, vede gli affari andare alle stelle, perché tutti attribuiscono la capitolazione di Adina all'effetto miracoloso dell'elisir e si affrettano ad acquistarne in grande copia. Così il ciarlatano si allontana dal paese fra l'entusiasmo generale, accompagnato dalle benedizioni di Adina e Nemorino.

 
 
 
 
 
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