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In cao del me paese

POESIA > TITOLI

In cao del me paese
di Alfredo de Palchi

Disegno di copertina di Fulvio Testa

112 pagine - formato 14 x 21

Prezzo € 7,46

 

Poesie in inglese,
in italiano e
in dialetto veronese.
Traduzioni di
Sonia Raiziss,
Enzo Franchini e Giampaolo Feriani

De Palchi frequenta a Legnago la scuola elementare e secondaria ma non giunge al diploma, soprattutto per motivi legati al periodo della seconda guerra mondiale. Nel 1941 muore il nonno, che lo aveva spinto all’amore per la letteratura, la musica, l’arte, la cultura in genere ed il giovane Alfredo viene privato di un insostituibile punto di riferimento. Alfredo de Palchi, nasce a Legnago, in provincia di Verona, da mamma Ines, nel 1926, il 13 di dicembre, giorno di Santa Lucia. La sua infanzia trascorre in un ambiente molto povero in cui tuttavia campeggiano due figure familiari, la madre lavoratrice e il nonno Carlo, noto anarchico con un forte amore per la cultura.
Il padre, invece, è una figura nebulosa perché estraneo alla famiglia, non ha mai voluto riconoscere Alfredo. Questo costa molto sia al fanciullo e poi al ragazzo.
Gli anni della guerra sono i più duri ed anche i

più ingenerosi nei confronti di Alfredo.
Deve mettersi a lavorare sodo, come sua madre, prima a Legnago, poi a Milano e, nella tarda estate del ‘43, ancora a Legnago.
Qui, con l’avvento della Repubblica Sociale Italiana, incontra il periodo più tragico della sua vita: coinvolto, involontariamente e innocentemente, in avvenimenti più grandi di lui, nel giugno del ‘45, in un ambiente da “caccia alle streghe” viene processato e condannato all’ergastolo, a non ancora 19 anni! Subisce il carcere a Venezia, a Regina Coeli, a Roma, a Poggioreale, a Napoli, a Procida ed infine a Civitavecchia da dove, dopo sei anni di vessazioni ed umiliazioni, nel 1951 è liberato per la caduta di tutte le accuse.Nel 1955 ottiene dal tribunale di Venezia il riconoscimento della sua totale innocenza ed è finalmente e totalmente libero. Ma quanto dolore, quanto sacrificio, quale disperazione, quanta ribellione!

Quanta poesia però nasce lungo il corso di quei tristi anni, dai primi versi graffiati sul muro della cella a Poggioreale alle prime pagine scritte a Procida sotto la spinta e il consiglio di un altro grande poeta, sfortunato come lui, Ennio Contini.Appena libero, de Palchi emigra in Francia, a Parigi, presso la madre: qui lavora e studia ancora fortemente e scrive; conosce Sonia Raiziss, donna d’intelligenza superiore, la quale diventa sua musa, sua compagna, sua traduttrice e sua editrice; con Sonia si trasferisce in America e dove tuttora risiede da oltre quarant’anni. Scrive e pubblica facendosi notare e ottenendo riconoscimenti da illustri poeti e letterati, per i suoi versi nuovi, moderni, graffianti e dolci allo stesso tempo. Alfredo de Palchi vive ora con la sua compagna Rita e con la bella figlia Lucea New York.Viene spesso in Italia ma, soprattutto, lavora e scrive ancora, scrive tanta poesia, “tanta vita in poesia”.

 
 
 
 
 
 
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