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Miale il figlio della contonera

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Miale
il figlio della contonera
di Angelo Serra



304 pagine - Formato 14,5 x 20,5

Prezzo €  14,00

 
 

Angelo Serra è nato a Orosei in provincia di Nuoro, una cittadina nota per la bellezza delle sue spiagge e la limpidezza delle sue acque. Ha trascorso l’infanzia, in Barbagia, dove i geni-tori si trasferirono quando era ancora in fasce. Appena compiuti i diciotto anni ha lasciato l’Isola, mantenendo uno stretto legame con la sua terra di origine e consolidando nel tempo un forte attaccamento alla cultura ed ai valori che da sempre hanno caratterizzato i sardi.
Ha maturato una lunga esperienza professionale nell’universo penitenziario avendo coperto diversi ruoli nel Corpo della Polizia Penitenziaria, da quello di semplice agente a commissario. Il suo primo impegno letterario è stato Chiara, una donna in carcere, in cui racconta il dramma di una ragazza, innocente, finita nella sezione femminile di una prigione


…anche a Samuele, ma era ancora troppo piccolo, era solo un bambino di cinque anni quando lo hanno ucciso dentro casa insieme alla madre. E io ero in campagna a custodire, a proteggere il gregge…

…si era alzata dal giaciglio… dove dormiva con le quattro sorelline, ma il padre non cercava l’acqua… le prese la mano facendogliela scivolare sotto le coperte, poi la fece coricare al suo fianco…

…la Barbagia era lì, sotto i grandi occhi di Annica, bellissima ed affascinante nei suoi colori, misteriosa ed inquietante negli anfratti delle rocce di granito e nelle bocche scure delle grotte che, come la parte più intima dell’animo umano, nascondevano gelosamente profondi segreti…

…Vergogna! Sequestrata una donna …in dispregio di quelle norme non scritte del codice d’onore dei banditi barbaricini, che sino adesso avevano sempre rispettato le donne e i bambini…

…quante volte, mentre scavava nelle viscere della terra, aveva sognato  quel cielo, il fruscio delle fronde degli alberi mosse dal vento e il profumo delle erbe, dei fiori, delle essenze… l’odore delle capre di Antioco era meglio della polvere di carbone, di cui sentiva ancora il sapore amaro in gola…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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